Il Congresso regionale ligure del Partito Comunista

 

 

Domenica 18 Ottobre 2020, alle 15,30, in un’ampia sala, all’interno della sede di “Music For Peace”, poco distante dalla Lanterna, simbolo della città di Genova, si è svolto il Congresso Regionale Ligure del Partito Comunista, in presenza del Segretario Generale Marco Rizzo. In una sala, in cui erano rigorosamente osservate le distanze, conformemente alle disposizioni governative in materia di prevenzione alla diffusione del Covid-19, una trentina di compagni provenienti da ogni parte della Regione Liguria, si sono riuniti per dibattere le tesi congressuali e per eleggere i rappresentanti regionali del partito da mandare al Congresso Nazionale, che si terrà, a breve, per definire la linea politica e organizzativa del Partito nei prossimi anni. Dopo una breve presentazione della compagna Silvia Stefani, è il Segretario Generale Marco Rizzo a prendere il microfono con un lungo intervento che tocca molti punti importanti circa l’attuale grave situazione politica che vive il nostro paese. Rizzo trova anche il tempo di lamentarsi della quasi totale assenza dei compagni della Liguria alla manifestazione nazionale tenutasi a Roma Sabato 10 Ottobre 2020. L’intervento di Rizzo, sempre molto ricco e interessante, ha dato all’ascoltatore la chiarezza dei compiti di cui un vero partito comunista dovrà farsi carico nel prossimo futuro, se vorrà tenere alta la bandiera del proletariato e creare situazioni di conflittualità capaci di incidere sulla realtà sociale e politica del nostro paese. Tra le tante cose interessanti dette da Rizzo mi sembra utile il fatto che Rizzo abbia sottolineato come il Partito, di cui lui è fondatore, non è il Partito di Rizzo, come si usa dire da più parti, ma è il Partito Comunista e che questa realtà dovrà sopravvivergli, anche senza di lui. Dopo il lungo intervento del Segretario Generale, hanno preso la parola vari delegati provenienti dalle varie parti della Regione dove esiste l’organizzazione del Partito. Al Congresso erano presenti anche 2 membri del “Movimento 1948” e 5 compagni del Circolo Culturale Proletario di Genova. Il compagno Ceccoli Silvano del Circolo Culturale Proletario di Genova è intervenuto per portare i saluti del Circolo e del Presidente del Circolo, Eros Barone, assente per problemi di salute. L’intervento del compagno Ceccoli Silvano si è concentrato sulla comunicazione e formazione dentro al partito. Precisamente ha sottolineato che il sito nazionale del partito non è assolutamente aggiornato e ha chiesto se ci si doterà di una scuola di partito per quadri che, un partito comunista come si deve, dovrebbe avere. Oltre alla formazione interna, nella preparazione adeguata di quadri, il partito dovrebbe anche avere un sezione apposita verso l’esterno, che promuova iniziative editoriali di educazione comunista, rivolta alla classe e alle giovani generazioni, con la produzione di opuscoli, che facciano conoscere i classici del marxismo-leninismo alle masse con edizioni economiche, popolari, alla portata di tutti. Rizzo ha risposto che esiste un progetto di scuola di partito per la preparazione di quadri e ha elencato anche alcune difficoltà oggettive per le altre questioni, anche se non ha dimostrato alcuna chiusura e il tutto dipenderà, logicamente, da quanto il partito saprà espandersi nel paese. Per esempio, Rizzo ha chiaramente lamentato il fatto che in Liguria il partito sia pressoché assente nella provincia di Imperia. Tra i vari interventi, vale la pena menzionare quelli di due giovani compagni della federazione di Savona, che ha emesso un documento che è stato assunto agli atti congressuali e sarà portato al Congresso Nazionale. Poi è da segnalare l’interessante intervento del giovane compagno Vadim di Genova, che ha parlato come si è avvicinato al partito. Un altro compagno è intervenuto per denunciare lo sfruttamento disumano, a cui sono sottoposte sul lavoro le nuove generazioni, in periodo di Covid-19. Infine è intervenuto il compagno Cozzi Marco, del Circolo Culturale Proletario di Genova, che ha sottolineato di condividere quel passaggio del discorso del compagno Segretario, in cui si evidenziava che spesso i colleghi di lavoro risultano essere i nemici più pericolosi dei compagni e che non sempre vale l’equivalenza proletario=comunista. Dopo l’elezione pressoché unanime dei 4 delegati al Congresso Nazionale, il Congresso Regionale si chiude. Si esce da questo incontro con la consapevolezza che la situazione generale è molto dura, ma, ancora una volta di più, l’organizzazione politica del Partito Comunista, sebbene ancora in fieri, se posta sui principi del marxismo-leninismo, potrebbe essere, nel prossimo futuro, l’organizzazione necessaria per il proletariato per riscattarsi e trovare nuovo slancio per quell’assalto al cielo che, da qualche decennio, non si vedeva nel nostro paese.

 

Circolo Culturale Proletario di Genova